Nel momento in cui scrivo mi trovo davanti al computer con l’intento di parlare, in un post, questo per l’esattezza, di quanto è successo a partire dal 23 Luglio fino ad arrivare al 13 Agosto, quanto è successo in questo lasso di tempo della durata di tre settimane in cui sono stato a Edimburgo come vacanza studio.
Ed è veramente difficile. E’ veramente difficile riuscire a condensare in poche righe, o anche tante, tutto quello che è accaduto. Perchè potrei anche scrivere un post lungo 4 pagine ma non sarebbe lo stesso sufficiente a coprire ogni cosa fatta, o anche solo le principali.
Dunque mi trovo qui davanti, che penso di cosa parlare e cosa scartare, quali sono state le cose più belle che ho fatto e quali quelle più brutte. Il problema è che, di veramente brutte, non ne trovo e, dunque, la selezione diventa difficile, quasi impossibile.
E’ il terzo anno, oramai, che faccio una vacanza studio. Ho iniziato due anni fa, a Londra, dove sono stato via per tre settimane in un college e ho proseguito l’hanno passato, a Dublino, dove sono stato per due settimane in famiglia. Quest’anno, invece, ho scelto Edimburgo, tre settimane in famiglia. Città meravigliosa. Certo, non quanto Londra, per la quale ho una vera fissa, ma comunque molto bella, al pari di Dublino (anche quella mi era piaciuta molto).
A differenza degli anni passati, inoltre, ho scelto di fare un corso internazionale, il che significa che ero in famiglia non solo con italiani ma anche con studenti di altre lingue, nel mio caso spagnoli, francesi e tre provenienti dagli Emirati Arabi.
Durante le tre settimane che sono stato a Edimburgo, oltre ad andare a scuola per quattro ore, o di mattina o di pomeriggio, a seconda delle giornate, ho girato molti posti, musei e luoghi che valeva la pena, a parer mio, di visitare. Sono capitato in un periodo relativamente fortunato, in cui in città si svolgeva il Festival e dunque vi erano un sacco di cose da fare, molti eventi da vedere e artisti di strada da ogni parte. Dunque ne ho avute di cose da fare. Potrei ora proseguire facendo una lunga lista, una specie di elenco della spesa, e stare qui a tediarvi raccontando ogni singolo posto visitato. Ma non ne ho voglia e, credo, non è che vi interessi molto.
Posso invece dire quali sono state quelle cose che facevo giornalmente, quei posti in cui ogni giorno passavo davanti e mi ritrovavo. Insomma, tutte quelle cose quotidiane che, alla fine, sono quelle che mi mancano di più, perchè mi ero abituato a fare e a vedere:
- Alcune delle persone che avevo conosciuto. Cioè, mi mancano un po’ tutte ma in particolare quelle quattro o cinque che mi erano particolarmente simpatiche e con le quali passavo la maggior parte del mio tempo.
- Gli Starbucks. In tre settimane mi ero abituato ad andare la mattina e la sera ad uno Starbucks e prendermi o un Frappuccino o un Caffè Americano. Alcune volte mi sedevo altre invece lo prendevo semplicemente da asporto. Ora non posso più girare per la città con in mano la mia bella tazza di cartone o passare con gli amici un oretta a chiaccherare seduto nelle poltrone del locale, e questo un po’ mi manca.
- I parchi della città, verdi e meravigliosi, tenuti benissimo, a differenza di quei pochi che abbiamo noi in Italia.
- La musica della cornamusa. Ogni volta che c’era una attività il ritrovo era previsto davanti allo Scott Monument, uno dei principali monumenti di Edimburgo e, davanti a questo, vi era sempre una persona con il Kilt che suonava la cornamusa. Mi manca un pochettino la musica di questo strumento, che oramai mi ero abituato a sentire nella maggior parte delle vie della città, ovunque mi spostassi o andassi.
- Il Double Deck, vale a dire il bus a due piani, che da noi non esiste.
- Mille altre cose che, così, su due piedi, non mi vengono in mente.
Sono tornato alcuni giorni fa, dal viaggio, esattamente Domenica, dopo aver passato tre giorni scarsi a Londra (ho lasciato Edimburgo Venerdì mattina per andare in treno a Londra). Il ritorno, volendo vedere, è la cosa che mi è piaciuta meno di tutta la vacanza. Il motivo? EasyJet (la compagnia con cui viaggiavo).
Al momento infatti di fare il Check In infatti mi è stato detto che non era consentito portare con se più di un bagaglio a mano, come invece è sempre stato possibile. Precauzioni contro il terrorismo? Possibile, ma se così fosse fanno ridere perchè pagando è possibile fare tutto quello che si desidera.
Fatto sta che io, comunque, ne avevo due di bagagli a mano: uno era una tracolla, la mia famosa tracolla che porto sempre con me, e l’altro una borsa di cartone, quella di Starbucks per la precisione (contenente quattro City Mug appunto di Starbucks). Al momento del Check In mi sono trovato probabilmente l’inserviente più antipatica dell’aereoporto, che ha fatto storie su ogni singola cosa e, alla fine, mi ha fatto pagare 28 sterline per il bagaglio a mano (10 sterline + 6 sterline ogni kg del suo peso).
Volendo vedere poteva anche condonarmelo, il secondo bagaglio, visto che il primo era una banalissima tracolla, contenente solo un computer e il secondo un semplice sacchetto, al contrario di chi, invece, si porta dietro una mini valigia vera e propria.
Ma non l’ha fatto e, inoltre, me lo ha fatto pure imbarcare, nonostante gli avessi detto che era fragile e che conteneva tazze che al 100% si sarebbero rotte. Non sembrava però molto interessata e si è limitata ad appiccicare sopra la valigia un adesivo con la scritta Fragile che, fra parentesi non è servito a nulla, dato che due sono arrivate praticamente frantumate (colpa, a parer mio, di quelli della Malpensa dato che hanno molto astutamente scaricato sopra il mio bagaglio un’altra valigia, sul rullo).
Che altro dire di tutta questa vacanza? Ho già perso un sacco di tempo scrivendo questo post e caricando le centinaia di fotografie scattate e i video girati sul mio sito web. Dunque, se siete interessati o se semplicemente avete un po’ di curiosità, andate a guardarveli.
![[Edimburgo 2007 - EF]](http://farm2.static.flickr.com/1400/1060498540_ef329b9533.jpg)
![Jazz Festival [Edimburgo 2007 - EF]](http://farm2.static.flickr.com/1229/1097994406_d6177df93e.jpg)

agosto 20, 2007 alle 8:39 am |
[...] vera sfortuna non essere presenti; e pensare che solo una settimana fa mi trovavo a Edimburgo, che è a due passi da Glasgow (non per nulla ci ho fatto pure un salto). Vorrà dire che seguirò [...]
settembre 6, 2007 alle 4:02 pm |
mi hai ricordato la mia settimana ed Edimburgo, durante il festival, nel lontano ‘89, sigh
città magnifica: vi fossi rimasto tre settimane non sarei più venuto via…
ho l’impressione che il verde dei parchi, lì, sia favorito dall’umidità
sono il papà di Sergio di http://cianfrusaglie.tumblr.com che hai linkato ieri dal tuo tumbelog; ti scrivo felicemente da un G4 433 del 2000, OS 9.2, Mozilla 1.2.1, fratello d’un Bondi Rev. A ottobre ‘98 – still alive & kicking, yet not really surfing
– e volevo farti i complimenti per lo spirito con cui sembri aver preso la… rottura di tazze