Faccio, come ho già fatto molte volte in passato su questo blog, copia e incolla di seguito del tema in classe che ho fatto una settimana fa circa a scuola. Subito di seguito la traccia e, poi, sotto, la mia “riflessione”.
La società si è indurita, è diventata più indifferente, più sorda, più cattiva. Ti ritrovi in simili giudizi? Hai esperienza nel tuo vivere quotidiano di questa durezza, di questa cattiveria?
Non sono convinto che la società si sia indurita. Penso invece che la società sia nata indurita. Fin dai tempi più antichi, 2000 anni fa come solo 20 o 30, vi sono state scene, episodi, comportamenti di crudeltà pari a quelli che accadono ora.
Il motivo per cui si afferma “La società si è indurita” è perchè l’uomo ha da sempre la tendenza a pensare che il passato sia meglio del presente, che gli eventi antecedenti, che l’epoca appena trascorsa, che quello che in qualche modo si è vissuto e che è andato perso, lasciato, per far posto al presente sia stato migliore quando, invece, mentre lo si stava vivendo e si era nel pieno di questo, si aveva una concezione diversa, non positiva. Esattamente come ora pensiamo alla società attuale come indifferente, sorda, indurita e, fra 20 anni, penseremo ad essa come un periodo meraviglioso (meraviglioso forse è esagerato, però rende l’idea).
La società, lo ripeto, non si è indurita, ma si sono triplicati i mezzi attraverso i quali un evento può essere trasmesso. Un omicidio all’epoca non aveva molti mezzi di diffusione; ora, forse, ne ha troppi.
Il vero errore, il vero atto di egoismo nei nostri confronti, la vera crudeltà la compiono proprio i giornalisti nel raccontare tragedie umane come film gialli (cit. Giorgio Gaber), nel momento in cui scelgono di somministrarci per un mese di fila, a puntate, lo stesso episodio di cronaca nera, magari tralasciandone completamente un altro perchè meno cruento e per questo capace di suscitare meno scalpore, clamore.
I telegiornali ci mostrano una società distrutta; ultimamente sembra vada molto di moda raccontare ogni sera di uno o più giovani che, ubriachi, sono andati a sbattere addosso un palo uccidendo se stessi e altre persone. Magari, se il giornalista ha avuto fortuna, riesce anche a mandarci sullo schermo una breve intervista ai familiari addolorati. Non so gli altri, ma io non vado a letto più soddisfatto, più felice, più appagato, più informato dopo aver visto, ogni sera, questo.
Il vero atto di crudeltà dunque lo compie il giornalista. Lo compie il giornalista mentre ci racconta con aria falsamente affranta e distrutta di un episodio violento, che è già violento allo stato naturale ma che lui, non contento, rafforza con una serie di aggettivi e, mentre dice tutto questo, pensa a come impressionarci ancor di più, a come aumentare la popolarità dell’accaduto, a quanta attenzione riuscità ad attirare.
Ci rendiamo conto dell’importanza di questi fatti quando nel mondo accade qualche cosa di veramente importante: a quel punto, come per magia, la notizia che per giorni e giorni siamo stati costretti a subire svanisce nel nulla.
Mesi fa, ma anche ora, c’è stato un periodo in cui ci venivano mostrati uno dopo l’altro video di ragazzi che compivano bravate. Era come se, dando retta alla TV, i giovani d’oggi fossero tutti impazziti improvvisamente. Titoli ovunque di ragazzi bulli che ne maltrattavano altri.
In realtà, fenomeni come questo, e molti altri, ci sono sempre stati, solo che prima non emergevano, non venivano allo scoperto. Non è che i ragazzi d’oggi siano meno responsabili di quelli di un tempo. I giovani di una volta ne combinavano anche di peggio, ma chi lo veniva a sapere? Non c’erano mica i cellulari per riprendere un video o internet per diffonderlo.
La realtà è che la società non si è indurita, ma ci appare indurita da come ci viene raccontata dai mass media.
Bravo Phil, io ti avrei dato 10
@kiro: La ringrazio
)
(comunque mi è stato dato un 7, e mi accontento
Macchè indurita, l’informazione non esiste più. I delitti efferatri sono solo le più comode scuse per celare la becera realtà dei fatti. Tu come usufruttore di internet come mezzo di informazione (suppongo), dovresti indignarti per la velleitarietà di quello che ti viene propinato, non per la sua crudezza. Anzi il grezzo in una cultura non inquinata dovrebbe rappresentare l’obbiettività per antonomasia.
Ho letto con piacere, ciao!!