
Everyman è un libro, non molto lungo, formato più o meno da un centinaio di pagine, scritto da Philip Roth a proposito della morte. E’ un libro che, in altre parole, racconta una storia che riguarda tutti noi. L’autore, per farlo, ha deciso di prendere come esempio la vita di un uomo comune. Un uomo felice, atletico, che ha vissuto senza problemi di salute per la maggior parte della sua esistenza. Fino a quando, improvvisamente, le sue forze hanno iniziato a diminuire, il suo corpo a presentare dei difetti e lui stesso a non sentire più tutte quelle energie che un tempo gli appartenevano.
Everyman, insomma, racconta il nostro invecchiare, il nostro incessante decadimento fisico. Tutti noi, del resto, abbiamo un periodo della nostra esistenza in cui ci sentiamo invincibili, in cui crediamo che il momento in cui dovremo abbandonare il mondo sia molto remoto. Eppure, improvvisamente, arriva un giorno in cui il pensiero della morte, che fino a un attimo prima eravamo riusciti a soffocare in un angolo nascosto della nostra mente, si farà vivido e presente, tormentandoci continuamente. Il pensiero che i nostri giorni sono contati, il pensiero che prima o poi moriremo, il pensiero che un giorno non ci sveglieremo più e la piena consapevolezza che, questo giorno, si avvicina sempre di più ogni momento che passa. Il pensiero che si nasce per vivere e invece si muore.
Philip Roth in questo suo libro è riuscito credo alla perfezione a delineare i pensieri di un uomo oramai vinto dalla vecchiaia, un uomo che da un giorno all altro potrebbe dover essere costretto a dire addio a tutto, a entrare nel nulla e, quel che è peggio, senza nemmeno rendersene conto. Un uomo che dovrà iniziare improvvisamente a lottare contro problemi coronari e malattie svariate che, fino a pochi anni prima, non avrebbe mai detto di poter avere.
Un uomo oramai giunto alla fine della sua esistenza e che nel corso dei suoi ultimi anni di vita diventerà sempre più consapevole di non aver molto altro tempo a disposizione. Questo per via delle persone con cui entrerà in contatto, persone un tempo giovani e spensierate come lui, persone che aveva conosciuto anni addietro e che ora troverà o nelle sue stesse condizioni o già morte. Il protagonista inizierà improvvisamente a pensare alla vita e non più a viverla, riconoscendo i propri sbagli, tentando vanamente di distrarre il pensiero della morte dedicandosi alla pittura.
Purtroppo, però, nonostante i suoi sforzi e la sua volontà ben presto dovrà dire addio a tutto. Dovrà dire addio a tutte le cose che un tempo per lui erano state fondamentali. Dovrà separarsi da tutti, improvvisamente, senza nessun preavviso.