Le lacrime di Nietzsche

Nietzsche incontra Breuer e, assieme, avviano quella che potrebbe essere considerata la prima serie di sedute di psicanalisi. Il romanzo, partendo da un presupposto falso, ovvero l’incontro fra questi due soggetti, mai avvenuto nella realtà, è in grado di far emozionare il lettore guidandolo attraverso le tematiche fondamentali dell’animo umano, che ossessionano ciascuno di noi.

Il tutto inizia quando una sfrontata Lou Salomè, in preda alla preoccupazione per salute del suo amico Nietzsche, è spinta a richiedere a Breuer, uno stimato medico della Vienna di fine ottocento, una cura per il filosofo. Un’azione che la vera Lou Salomè, ben poco predisposta ad ammettere i propri sbagli o provare pena per Nietzsche, non avrebbe mai fatto. Breuer decide di accettare la proposta, che si rivelerà molto difficile da mettere in atto per un semplice motivo: l’orgoglio che Nietzsche prova per sè stesso, la sua incapacità a voler ammettere esplicitamente di aver bisogno di aiuto, la sua volontà di non sottomettersi a nessun altro. Motivi per colpa dei quali, Breuer, sarà costretto a mentire e a non menzionare mai la visità della ragazza. Sarà molto difficile avvicinarsi a Nietzsche e cercare di curarlo senza che lui se ne accorga, senza che in qualche modo senta sottomessa la sua potenza.

Sarà proprio in questo clima che Bruer proporrà a Nietzsche, per evitare di perderlo, di fare entrambi da pazienti e da medici: Bruer curerà al filosofo le continue emicranie e i permanenti dolori fisici mentre quest ultimo cercherà di guarire i mali interiori, legati al pensiero e all’animo, che Breuer da un po’ di tempo prova. Grazie a questo accordo i due si incontreranno una volta al giorno e avranno lungo tempo per discutere fra loro, lungo tempo per intraprendere, in uno stato primordiale, una prima cura di psicanalisi. Si avvierà dunque un dibattito serrato, in cui Nietzsche metterà in chiaro le sue idee e le sue posizioni irremovibili e cercherà di guarire il medico dal male attraverso la propria filosofia.

Ed è proprio grazie a questi continui dibattiti, a queste conversazioni, a questi interrogatori che Irivin D. Yalom riesce a catturare l’attenzione del lettore. Presentando la filosofia di Nietzsche in modo chiaro e accattivante, rendendola masticabile e comprensibile ad una prima lettura. Rendendo evidenti al lettore i sentimenti repressi del filosofo, che da troppo tempo cerca di nascondere la propria paura, tristezza o solitudine per evitare di apparire umano, troppo umano.

Un dibattito che non mancherà di affascinare l’ascoltatore. Un dibattito che si prolungherà per le oltre quattrocento pagine del libro ma che, nonostante questo, non apparirà mai pesante. Un dibattito grazie a cui Breuer uscirà rinnovato, finalmente curato dai propri mali e alla fine del quale Nietzsche, oramai esausto e non più in grado di tenere i suoi pensieri all’interno del suo corpo, rivelerà tutto. In un momento in cui Breuer oramai aveva perso ogni speranza e si era definitivamente rassegnato ad essere lui il paziente e Nietzsche il medico, il filosofo irromperà in un pianto e, inaspettatamente, riverserà all’esterno i pensieri e le sofferenze che lo tormentano, il disperato bisogno di un amico vero; in altre parole tutte quei sentimenti che, per via della sua filosofia, aveva tenuto nascosti anche a sè stesso.

About Philapple

BIO: http://www.filippocorti.com/pages/page20/page20.html
This entry was posted in Libri and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.

Lascia un Commento

Il tuò indirizzo email non verrà pubblicato. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>