Mentre osservavo, rammaricato, il professore, intento a mostrare alla lavagna il metodo risolutivo degli esercizi che costituivano la prova di matematica svolta in tempi non troppo remoti, ho pensato che avrei potuto giovare alla sua sapienza se gli avessi fatto dono di un dizionario e gli avessi illustrato il significato di certi lemmi che andava utilizzando.
Il fatto che abbia definito il primo esercizio facilissimo, il secondo una cavolata, il terzo risolvibile in dieci secondi, il quarto banale, il quinto scontato, il sesto simpatico, il settimo già visto e rivisto, mi ha indotto a pensare che lui tutti questi termini non li avesse ancora ben capiti e che, quel che è peggio, li avesse sempre confusi con altri vocaboli, quali irrisolvibile, impossibile, difficile.
Detto questo, che non osi mai più in vita sua a definire, anche solamente per scherzo, un esercizio di matematica simpatico. No, quello no. Mai più. Non in presenza di Filippo.
Questo problema dovrebbe allineare i giudizi (tra irrisolvibile, impossibile, difficile di… livello x). Ed ecco il problema : Come si fa a “calcolare l’area dei due segmenti circolari separati da una corda lunga cm 320 di un cerchio”? Ci ho provato per settimane, ma non ci sono riuscito. Si può forse ricorrere al cosiddetto Teorema Mirabilis di Gallo? E in che modo? Chi me lo sa dire? Andrews