Come liberarsi di un figlio

camera

Quella nella foto, è la mia camera. Anche se, visto lo stato, non so quanto ancora possa essere appropriato utilizzare un tempo presente. Mettiamola in questo modo. Mia madre deve aver avuto voglia di liberarsi di me, senza però sapere come farlo. Deve aver pensato dopo lunghi rimuginamenti che una via potesse essere quella di rendermi inagibile la camera, in modo che io fossi costretto ad andarmene. Già sei mesi addietro si è messa all’opera per attuare questo suo piano e, circa verso Aprile, la grande idea gli è sovvenuta alla mente. Me l’ha annunciata un pomeriggio, un Sabato pomeriggio, quando tornato da scuola ignaro mi son ritrovato con impalcature e pilastri in mezzo alla camera: ha detto che presto o tardi avrei dovuto svuotare tutto, perchè quelle impalcature appena messe servivano per sostenere il vecchio soffitto, di cartongesso, mentre dal piano superiore ne veniva fatto uno nuovo, di legno, che una volta completato avrebbe dovuto dunque sostituire quello attuale. Il soffitto fu presto concluso, tuttavia per mesi non ricevetti ordine di andarmene, cosa necessaria per rimuovere le impalcature e, soprattutto, buttar giù il cartongesso.

Poi, una settimama addietro, la notizia di espatrio giunse. Mi disse di aver rivisto il muratore e aggiunse che subito si erano accordati per sbattermi fuori il Lunedì successivo. Scatoloni da riempire, libri da trasferire, oggetti svariati da spostare ma, anche, una marea di cose dimenticate da buttare. Al termine di tutto questo, la camera era libera, vuota e bianca, pronta per essere distrutta; cosa che del resto avvenne puntualmente il giorno previsto. E Filippo? Filippo è ora senza una dimora. Un po’ come gli ebrei, aspira a tornare nella terra promessa aka cameretta che tuttavia ora gli è resa inagibile. Del resto rimarrà inaccessibile a lungo, finché i lavori non saranno terminati. Inutile dire che non sembra esserci nessuna fretta perchè ciò avvenga.

Adesso dunque egli vaga di casa in casa. Fortuna vuole che il padre abbia deciso di andarsene per tre settimane per un tour in bici in Madagascar. Ha perso una camera, ma nel frattempo ci ha guadagnato una casa intera. Di tutto ciò che aveva gli son rimaste poche cose, quelle poche cose che aveva preferito non archiviare in cubi di cartone e che è ora costretto a portare sempre con sè. Delle magliette, un pigiama, un libro, un MacBook Pro e un iPhone. Ma, soprattutto, un bollitore e delle bustine di te; che non vorrebbe mai dovervi rinunciare.

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4 Responses to Come liberarsi di un figlio

  1. Maephis says:

    Credo che il pensiero di tutti vada agli insetti stecco.

    Comunque, salvate quelle cose, una stanza serve a poco, anche un ponte non sembra così male, non fosse per il wi-fi (probabilmente) assente.

  2. Philapple says:

    Gli insetti stecco? Hanno patito la fame per due settimane ma, finalmente, son stati sfamati. Stanno bene. Questa estate hanno proliferato in maniera indecente.

    Fortuna vuole che io abbia una chiavetta della 3 per l’Internet Mobile (che volevo disattivare a seguito dell’acquisto dell’iPhone ma cosa che, fortunatamente, non ho ancora fatto), quindi il WiFi non è del tutto necessario.

  3. Maephis says:

    Io ho saputo ora che con la Wind non va il tetecoso, ci son rimasto di merda :|

    PS: dopo anni ti ho visto una volta su msn ma avevo la donna di fianco e mi avrebbe linciato se ti avessi scritto :D

  4. Philapple says:

    Lo so, su MSN sono quasi sempre assente (non lo apro quasi più, da quando c’è facebook, twitter e altri social network simili, perché se dovessi mettermi ad utilizzare anche quello non mi rimarrebbe più un briciolo di tempo libero).

    Ma la prossima volta che mi vedi ricordati di scrivermi. Sempre che anche in quel caso qualcuno o qualcosa non te lo impedisca :)

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