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	<title>Post dal sottosuolo</title>
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		<title>Post dal sottosuolo</title>
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		<title>Non era capace di spiegare</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Philapple</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno passa due anni a raccontare a tutti che se lui non riesce in matematica è colpa del professore, spiega che se ha preso quattro in quella verifica e pure in praticamente tutte le altre è perchè chi spiega è inabile a trasmettere le nozioni e richiede cose assurde nei test, cerca di persuadere chi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=371&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno passa due anni a raccontare a tutti che se lui non riesce in matematica è colpa del professore, spiega che se ha preso quattro in quella verifica e pure in praticamente tutte le altre è perchè chi spiega è inabile a trasmettere le nozioni e richiede cose assurde nei test, cerca di persuadere chi gli sta attorno che lui non sarebbe una persona da quattro ma che è impossibile prendere un voto maggiore con quel professore perchè è troppo severo e bastardo. Sa che in realtà non è così, ma questo capro espiatorio è senza dubbio comodo e vantaggioso.</p>
<p>Poi, improvvisamente, accade una cosa che mai avrebbe dovuto avvenire: il professore cambia. Quello vecchio se ne va e ne arriva uno nuovo. Stranamente, quello nuovo è bravo. Stranamente, la medesima persona di prima, quella che prendeva quattro senza averne la minima colpa, alla prima verifica prende quattro e mezzo. Esatto, proprio così. Ovviamente, gli si chiedono spiegazioni. Come fa questa persona a persuadere i parenti che non è colpa sua, inventandosi che pure adesso ha avuto la sfortuna più grande di questo pianeta ritrovandosi un inetto? Può forse dirgli che il nuovo insegnante è il fratello gemello del precedente? O che è il medesimo professore mascherato sotto mentite spoglie e falso nome?</p>
<p>O, forse, potrebbe far notare quel mezzo voto in più. Insomma, dimostrerebbe che tutto sommato aveva ragione. Non era colpa sua. Lui valeva ben mezzo voto in più.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippo.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippo.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippo.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippo.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippo.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippo.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippo.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippo.wordpress.com/371/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippo.wordpress.com/371/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippo.wordpress.com/371/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=371&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>Come liberarsi di un figlio</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 16:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Philapple</dc:creator>
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Quella nella foto, è la mia camera. Anche se, visto lo stato, non so quanto ancora possa essere appropriato utilizzare un tempo presente. Mettiamola in questo modo. Mia madre deve aver avuto voglia di liberarsi di me, senza però sapere come farlo. Deve aver pensato dopo lunghi rimuginamenti che una via potesse essere quella di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=355&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-356" title="camera" src="http://filippo.files.wordpress.com/2009/10/camera.png?w=434&#038;h=289" alt="camera" width="434" height="289" /></p>
<p>Quella nella foto, è la mia camera. Anche se, visto lo stato, non so quanto ancora possa essere appropriato utilizzare un tempo presente. Mettiamola in questo modo. Mia madre deve aver avuto voglia di liberarsi di me, senza però sapere come farlo. Deve aver pensato dopo lunghi rimuginamenti che una via potesse essere quella di rendermi inagibile la camera, in modo che io fossi costretto ad andarmene. Già sei mesi addietro si è messa all&#8217;opera per attuare questo suo piano e, circa verso Aprile, la grande idea gli è sovvenuta alla mente. Me l&#8217;ha annunciata un pomeriggio, un Sabato pomeriggio, quando tornato da scuola ignaro mi son ritrovato con impalcature e pilastri in mezzo alla camera: ha detto che presto o tardi avrei dovuto svuotare tutto, perchè quelle impalcature appena messe servivano per sostenere il vecchio soffitto, di cartongesso, mentre dal piano superiore ne veniva fatto uno nuovo, di legno, che una volta completato avrebbe dovuto dunque sostituire quello attuale. Il soffitto fu presto concluso, tuttavia per mesi non ricevetti ordine di andarmene, cosa necessaria per rimuovere le impalcature e, soprattutto, buttar giù il cartongesso.</p>
<p>Poi, una settimama addietro, la notizia di espatrio giunse. Mi disse di aver rivisto il muratore e aggiunse che subito si erano accordati per sbattermi fuori il Lunedì successivo. Scatoloni da riempire, libri da trasferire, oggetti svariati da spostare ma, anche, una marea di cose dimenticate da buttare. Al termine di tutto questo, la camera era libera, vuota e bianca, pronta per essere distrutta; cosa che del resto avvenne puntualmente il giorno previsto. E Filippo? Filippo è ora senza una dimora. Un po&#8217; come gli ebrei, aspira a tornare nella terra promessa aka cameretta che tuttavia ora gli è resa inagibile. Del resto rimarrà inaccessibile a lungo, finché i lavori non saranno terminati. Inutile dire che non sembra esserci nessuna fretta perchè ciò avvenga.</p>
<p>Adesso dunque egli vaga di casa in casa. Fortuna vuole che il padre abbia deciso di andarsene per tre settimane per un tour in bici in Madagascar. Ha perso una camera, ma nel frattempo ci ha guadagnato una casa intera. Di tutto ciò che aveva gli son rimaste poche cose, quelle poche cose che aveva preferito non archiviare in cubi di cartone e che è ora costretto a portare sempre con sè. Delle magliette, un pigiama, un libro, un MacBook Pro e un iPhone. Ma, soprattutto, un bollitore e delle bustine di te; che non vorrebbe mai dovervi rinunciare.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippo.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippo.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippo.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippo.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippo.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippo.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippo.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippo.wordpress.com/355/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippo.wordpress.com/355/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippo.wordpress.com/355/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=355&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>Internet racconta bugie?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 16:50:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Philapple</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Quel che segue è il copia &#38; incolla di un tema fatto in classe recentemente dal sottoscritto. E&#8217; una specie di risposta ad un testo scritto da Vincenzo Cerami oramai un anno addietro su Repubblica, intitolato &#8220;Quando Narciso viaggia nel web&#8221; (se volete, anche per capire meglio il tutto, lo potete leggere e trovare a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=340&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Quel che segue è il <em>copia &amp; incolla</em> di un tema fatto in classe recentemente dal sottoscritto. E&#8217; una specie di risposta ad un testo scritto da <strong>Vincenzo Cerami </strong>oramai un anno addietro su <strong>Repubblica</strong>, intitolato &#8220;<strong>Quando Narciso viaggia nel web&#8221;</strong> (se volete, anche per capire meglio il tutto, lo potete leggere e trovare a fine articolo)</p></blockquote>
<p>Non credo riuscirò mai a leggere su un giornale italiano un articolo che elogi Internet. I giornalisti hanno oramai scelto da molto tempo di mostrarne solo i lati negativi. Internet è pericoloso: è questa l&#8217;unica cosa che ci dicono, farcendola con aggettivi dal significato simile. Come se ce ne fosse il bisogno e la gente non ne avesse già abbastanza timore. Hanno del resto ottenuto quello che volevano: si guarda al web come a qualcosa di estraneo, come a qualcosa di insidioso, come se dietro l&#8217;angolo ci fosse ad aspettarci un agguato. Le persone che usano Internet sono i nerd, ovvero quella gente strana, dipendente dal mondo virtuale e del tutto disabituata a vivere in quello reale. E&#8217; così, che ai giornali piace raccontare la rete. Mai una volta è venuto in mente, a loro, che a farlo, Internet, sono le medesime persone che si incontrano per strada, le persone comuni. Mai una volta hanno pensato a Internet come a un riflesso dell&#8217;umanità, che ovviamente essendo tale ne rispecchia sia i lati positivi che negativi. O forse hanno pensato a entrambe le cose, ma per comodità e timore scelgono di mostrarne solo il secondo lato.<br />
Ma Internet, secondo me, è come una grande città. Ha il suo centro, con i grattacieli di Google e Yahoo, le vie principali, con in siti semiconosciuti, attorno si sviluppano i quartieri con le pagine amatoriali e poi, ai lati, in periferia, si trovano i siti pericolosi, che è meglio evitare.</p>
<p>Internet soddisfa un bisogno primario della razza umana: esprimersi, comunicare. E&#8217; vero che probabilmente come dice Cerami si pensa troppo a se, quando si è in rete, finendo con il riflettere continuamente su ciò che si è fatto, con il ripercorrere i propri passi per poterli raccontare. Ma è forse un problema? E&#8217; forse un problema riflettere su ciò che si è quando nella caoticità del mondo reale lo si fa così poco? E&#8217; forse un peccato scrivere su un blog una propria esperienza, un proprio pensiero, a rischio di sembrare narcisisti? Non credo lo sia, non credo di dovermi sentire in colpa se scrivo, se mi esprimo.</p>
<p>Se Cerami crede che le parole non possano trasmettere verità, se crede che tutti siano bugiardi e raccontino storie, il problema è suo, così come è sua l&#8217;idea che parole snaturate da gesti e voci siano mendaci e inutili. Io credo, forse sbagliando, che le parole siano in grado di trasmettere molto, che alcuni blog che giornalmente leggo, e mi sto riferendo a blog scritti da persone che sanno cosa sia la lingua italiana, abbiano lo stesso valore che può avere un articolo scritto da un giornalista, uno la cui autorità sia riconosciuta ufficialmente. E&#8217; chiaro che se una persona non è un giornalista o uno scrittore, per forza dovrà ricorrere a Internet per esprimersi, e non vedo per quale ragione le sue parole dovrebbero essere superflue, contrariamente a quelle del giornalista.<br />
Credo anche che un rapporto fatto di sole parole, di pura essenza, slegato da ogni contatto con il reale ma costituito da soli pensieri, sia possibile e nemmeno troppo deprecabile, come mostra anche David Grossman in quello che è, secondo me, uno dei migliori romanzi mai scritti: &#8220;Che tu sia per me il coltello&#8221;.<br />
Utilizzare il prossimo per guardarsi dentro, per conoscersi meglio, per arrivare a capirsi; non è una cosa di cui ne farei una grande colpa.</p>
<p>Il problema è che Cerami, come molto frequentemente i giornalisti, avrà guardato e cercato in Internet solo quei blog scritti da adolescenti il cui italiano non può nemmeno definirsi tale, ricchi di foto insulse e testi vuoti. Il problema è che Cerami è finito nella parte sbagliata della rete, quella poco interessante. Ma se Cerami vuole può chiudere la sua chat pubblica (che per inciso non le usa più nessuno) e digitare sulla barra degli indirizzi un altro sito, un blog il cui autore abbia idee e pensieri di &#8220;valore&#8221;. Cerami vedrà che partendo da questo ne raggiungerà molti altri simili, amici del suddetto blogger, dotati di contenuti altrettando validi. Cerami deve però prima capire qual è l&#8217;unico problema di Internet, ovvero l&#8217;assenza di un filtro qualità (l&#8217;assenza del quale garantisce la democraticità e libertà del mezzo).</p>
<p>Se Cerami riesce in questo compito allora vedrà che di Internet avrà un&#8217;altra idea. Ma la scelta e la comprensione della validità di un sito è affidata a lui. Potenzialmente su Internet si ha tutto a disposizione, il vero problema sta ne riuscire a raggiungere ciò che si vuole, a trovare l&#8217;informazione ricercata. Non bisognerebbe preoccuparsi troppo dunque sull&#8217;esistenza di siti sgradevoli, sbagliati, ma piuttosto sulla persona che questi siti va a cercarli.<br />
Tutto si basa sulla fiducia e il buon senso delle persone, sul loro intelletto. Se uno non ne ha nel mondo reale, non sarà di certo Internet a farlo rinsavire e si comporterà alla medesima maniera nel mondo virtuale.</p>
<p>Io ho conosciuto alcune persone su Internet, grazie a raduni occasionali in giro per l&#8217;Italia. Ho conosciuto alcuni blogger, alcuni &#8220;scrittori della rete&#8221;, e devo rivelare che sono umani comuni, non portano occhiali particolarmente grandi, socializzano in breve tempo e, soprattutto, non restano svegli tutta la notte davanti a uno schermo.</p>
<p>Tutto questo per dire che se si sa come utilizzare il mezzo ci si rende conto che Internet non è muto, che le persone che si incontrano in rete non sono vuote e che il mondo che descrivono non è falso. Dire che Internet, fatto di parole, è vuoto è un po&#8217; come asserire che un testo, un articolo, l&#8217;intera letteratura lo sia. Insomma, chi gli darebbe ragione?</p>
<blockquote><p><strong>ARTICOLO ORIGINALE DI CERAMI: &#8220;Quando Narciso viaggia nel Web&#8221;</strong></p>
<p><span id="more-340"></span></p>
<p>Ho voluto intitolare il mio poemetto con musica «Viaggio nel silenzio» perché mi immagino in una notte insonne, fermo davanti al mio computer: scrivo, rileggo, dialogo con un misterioso ragazzo sperduto in chi sa quale angolo del mondo, viaggio in internet saltabeccando da un sito all´altro, casualmente, per associazione di idee. Sono lì, nel silenzio notturno, fermo di fronte a uno schermo acceso come una finestra sul giorno. Il mondo che si propone ai miei occhi è bidimensionale, caotico, fatto solo di presente. E un universo sincronico e sincretico, immenso ma ridotto a pochi centimetri quadrati, il tasto enter mi proietta in luoghi bizzarri e contraddittori, in una mucillagine di immagini attaccate una all´altra, evocative e anarchiche, patetiche, drammatiche, comiche. Le parole sono scritte o pensate, o immaginate.</p>
<p>A leggerle è la mia voce interna, altrettanto improbabile. Sono stimolate da un sentimento primario, di reazione alle scoperte senza fine e sorprendenti del mondo virtuale che mi circonda, e che vivo come reale. Dietro le parole c´è forse qualche traccia di passato, stracci di significanti, brandelli di memorie inoperose. Ogni tanto mi collego via rete al ragazzo (forse me stesso da giovane), anche lui solo davanti al suo computer. Io mi racconto a lui, lui si racconta a me. Ma la conversazione non può essere che traviata dal mezzo, parlarsi da così lontano, senza conoscersi e senza vedersi travisa il senso delle cose dette, anche perché d´istinto ognuno di noi cerca di mostrarsi all´altro con la propria impossibile verità. E il mito che abbiamo di noi stessi a farla da padrone nei nostri notturni dialoghi. Entrambi sappiamo di non poter fare altro che mentire. Ogni tanto vagheggiamo un impossibile incontro, ci immaginiamo nel momento di stringerci la mano, tutti e due nudi e insieme sconosciuti. Immaginiamo la verità degli odori, della temperature, del tempo reale che passa, della differenza che fatalmente si rivelerà tra ciò che dell´altro abbiamo trasognato e ciò che scopriremo via via. Però non saremo due sconosciuti e faremo del tutto, anche senza averne coscienza, per somigliare alla persona che abbiamo promesso, cioè a una menzogna.</p>
<p>Accettiamo il gioco, anche se sappiamo che non ci incontreremo mai. E ci accorgiamo, forse, che il gioco via internet sostituisce i sogni ad occhi aperti, tutti consumati nel silenzio, fissando magari il soffitto della camera da letto. Oggi si può sognare in due. Non nego che l´interesse principale, segreto, inconfessabile che ci spinge alla corrispondenza, riguarda noi stessi: il dialogo a distanza non è altro che una figura retorica per parlare a noi, per raccontarci. Alla base di tutto c´è il narcisismo, e perché no, l´onanismo. Insomma obbediamo alle leggi dell´arte, tentiamo di dar parole al nostro silenzio. E le parole, in questo caso, senza l´aiuto della voce e dei gesti, raccontano bugie per avvicinarsi al racconto della realtà. La scena è semplice. Entra il «viaggiatore» insonne. Sul palco c´è già il musicista che intanto ha creato un clima «notturno». Alle spalle di tutti e due un grandissimo schermo, acceso come una pagina bianca. Il viaggiatore va davanti a un ideale computer e comincia il suo volo nel fascinoso universo di internet: spazi silenziosi ed evocativi, riempiti solo dalla voce del muto insonne. Egli si racconta a un enigmatico giovane sperduto nell´etere. Sul grande schermo si incrociano e si susseguono le immagini del piccolo schermo, di siti bizzarri e spesso incredibili. E un viaggio nel magma dei nostri giorni postmoderni, anzi, omogeneizzati.</p>
<p>Sì, perché l´andare del viaggiatore è in uno zabaione di parole e di silenzi senza né passato né futuro, perché nell´universo del «tutto presente» che è internet, il tempo non esiste. Dietro ai due navigatori c´è lo stesso décor, come se il mondo fosse diventato tutto uguale, al computer loro vedono le stesse cose. I siti sono «multinazionali» e propongono un unico modo di essere, dappertutto. Ciò che compare nel grande schermo è il terreno comune, l´unica nazione mondiale, il riferimento per capirsi.</p>
<p>Ma l´uomo &#8211; è fin troppo chiaro &#8211; parla da solo, parla a sé, illudendosi di rivolgersi a qualcuno. L´amore, nella rete, ha mille forme, dal calendario turistico al bondage. E sulle immagini dell´amore globalizzato, fatto di tramonti e pornografia, il viaggiatore sente il bisogno di cantare l´eros del Cantico dei Cantici. La vita tutta ritualizzata richiede riti religiosi. La musica che fa da colonna sonora al viaggio nel silenzio è deformata, fa rimbalzare le parole riducendole a puro suono, a puro significante. La riproduzione sonora di un lungo viaggio in treno, in mare, in aereo, in auto, verso l´ignoto, esalta l´immobilità del viaggiatore insonne al computer. Nel Duemila siamo tutti Salgari, immobili esploratori di mari e isole lontane. Di più: si viaggia avventurosamente solo stando fermi. Guai alle tentazioni dei villaggi vacanze. Il viaggiatore virtuale osserva tutto quanto è ormai muto, come lui a questo mondo. I monumenti non hanno nulla da dire, perché la memoria non ha più pedagogia, né ricordi. La storia che pretendono di evocare è coperta di guano. I piccioni cacano indisturbati sul naso di Enrico Toti. L´unico silenzio vero è quello astrale, stellare. E il viaggiatore si perde lassù, nel moto perpetuo dell´infinito. E un´ombra che passa alla velocità della luce, come tutti gli esseri umani presi uno per uno. L´umanità è, fino a oggi, sopravvissuta a tutto, alle peggiori catastrofi, alle guerre e alle stragi più sanguinose, ma l´uomo ha appena avuto il tempo di chiedersi «dove sono capitato?». Se ne andrà all´altro mondo senza aver capito perché è nato.</p></blockquote>
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		<title>Lezioni di stile per il nostro Paese: &#8220;Cadere in modo glorioso&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 18:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Philapple</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
I perdenti a me hanno sempre interessato più dei vincenti. Sarà che forse io mi ci ritrovo maggiormente, nel ruolo del perdente.
Io ero per Obama. E, sia chiaro, sono più che felice che Obama abbia vinto. Però oggi, appena ho scoperto il risultato, la prima cosa che ho fatto non è stata guardarmi il discorso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=331&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.filippocorti.com/file/blog/2008/settembre/John_McCain-20081105-185843.png" alt="" width="460" height="369" /></p>
<p>I perdenti a me hanno sempre interessato più dei vincenti. Sarà che forse io mi ci ritrovo maggiormente, nel ruolo del perdente.</p>
<p>Io ero per <strong>Obama</strong>. E, sia chiaro, sono più che felice che Obama abbia vinto. Però oggi, appena ho scoperto il risultato, la prima cosa che ho fatto non è stata guardarmi il discorso di Obama, bensì il <a href="http://tumblr.eppol.net/post/58119472/il-discorso-tenuto-da-mccain-dopo-la-vittoria-di">discorso tenuto</a> da <strong>McCain</strong> per congratularsi della vittoria del suo avversario, per annunciare la sconfitta. In America sono stati in grado di cambiare. Forse nei fatti non succederà nulla, forse non cambierà niente nella vita comune di ogni cittadino americano, tuttavia si tratta comunque di un passo avanti; un passo avanti, magari anche piccolo, che però noi non siamo stati in grado di compiere con i nostri politici centenari e le nostre vecchie mentalità.</p>
<p>La cosa che ho apprezzato di più è stato però il comportamento tenuto da McCain nel video sopra citato. Si è complimentato con l&#8217;avversario, Obama, con parole che sembravano veramente sentite, non dette per dovere o per gentilezza. E nonostante il suddetto discorso l&#8217;abbia tenuto davanti ai suoi sostenitori, e a ogni cenno, ringraziamento o complimento verso Obama questi iniziassero a fischiare, lui li ha fatti smettere più volte, quasi sdegnato per la loro reazione. Perchè aveva in mente di fare solo una cosa: congratularsi. Ammettere la sconfitta.</p>
<p>Nessuno dei nostri politici l&#8217;ha mai fatto. Nessuno dei nostri politici si è mai comportato in questo modo il giorno seguente le elezioni. E questo un po&#8217; dispiace. Si tratta solo di umiltà, di pura e semplice umiltà. E scusate se è poco.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippo.wordpress.com/331/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippo.wordpress.com/331/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippo.wordpress.com/331/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippo.wordpress.com/331/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippo.wordpress.com/331/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippo.wordpress.com/331/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippo.wordpress.com/331/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippo.wordpress.com/331/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippo.wordpress.com/331/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippo.wordpress.com/331/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=331&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>There’s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 16:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Philapple</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se anche a Milano o in qualsiasi altra città italiana iniziassero a mettere, come a Londra, sui lati dei bus uno slogan pubblicitario per diffondere l&#8217;ateismo, penso che lo adibirei a mezzo principale di trasporto. Non dico che arriverei addirittura ad esser felice di essere cittadino di questo stato, ma comunque penso che riuscirei a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=318&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" style="border:1px solid black;" title="No God" src="http://www.filippocorti.com/file/blog/2008/settembre/xB9xy3vs6fcagj2gHD8VotkDo1_500-20081021-182201.png" alt="" width="482" height="243" /></p>
<p>Se anche a <strong>Milano</strong> o in qualsiasi altra città italiana iniziassero a mettere, come a <strong>Londra</strong>, sui lati dei <strong>bus</strong> uno slogan pubblicitario per diffondere l&#8217;<strong>ateismo</strong>, penso che lo adibirei a mezzo principale di trasporto. Non dico che arriverei addirittura ad esser felice di essere cittadino di questo stato, ma comunque penso che riuscirei a sembrare un po&#8217; meno triste di questo fatto, potrei anche iniziare ad apprezzare questo Paese o, comunque, a non disprezzarlo.</p>
<p>Ma tanto, per ora, posso solamente limitarmi ad osservare la foto della <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/england/london/7681914.stm">BBC</a> e la scritta riportata sui bus: <em>There’s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life</em>. Perchè dubito vedremo mai cose simili in Italia. O vi illudete non sia così?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippo.wordpress.com/318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippo.wordpress.com/318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippo.wordpress.com/318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippo.wordpress.com/318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippo.wordpress.com/318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippo.wordpress.com/318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippo.wordpress.com/318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippo.wordpress.com/318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippo.wordpress.com/318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippo.wordpress.com/318/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=318&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">No God</media:title>
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	</item>
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		<title>Quando l&#8217;impossibile diventa facile</title>
		<link>http://blog.eppol.net/2008/10/17/quando-limpossibile-diventa-facile/</link>
		<comments>http://blog.eppol.net/2008/10/17/quando-limpossibile-diventa-facile/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 12:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Philapple</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre osservavo, rammaricato, il professore, intento a mostrare alla lavagna il metodo risolutivo degli esercizi che costituivano la prova di matematica svolta in tempi non troppo remoti, ho pensato che avrei potuto giovare alla sua sapienza se gli avessi fatto dono di un dizionario e gli avessi illustrato il significato di certi lemmi che andava [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=314&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre osservavo, rammaricato, il professore, intento a mostrare alla lavagna il metodo risolutivo degli esercizi che costituivano la prova di matematica svolta in tempi non troppo remoti, ho pensato che avrei potuto giovare alla sua sapienza se gli avessi fatto dono di un dizionario e gli avessi illustrato il significato di certi lemmi che andava utilizzando.</p>
<p>Il fatto che abbia definito il primo esercizio facilissimo, il secondo una cavolata, il terzo risolvibile in dieci secondi, il quarto banale, il quinto scontato, il sesto <em>simpatico</em>, il settimo già visto e rivisto, mi ha indotto a pensare che lui tutti questi termini non li avesse ancora ben capiti e che, quel che è peggio, li avesse sempre confusi con altri vocaboli, quali irrisolvibile, impossibile, difficile.</p>
<p>Detto questo, che non osi mai più in vita sua a definire, anche solamente per scherzo, un esercizio di matematica simpatico. No, quello no. Mai più. Non in presenza di Filippo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippo.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippo.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippo.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippo.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippo.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippo.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippo.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippo.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippo.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippo.wordpress.com/314/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=314&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>La notte dei pubblivori</title>
		<link>http://blog.eppol.net/2008/10/14/la-notte-dei-pubblivori/</link>
		<comments>http://blog.eppol.net/2008/10/14/la-notte-dei-pubblivori/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 21:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Philapple</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
In uno slancio di profondo odio verso me stesso ho acquistato un biglietto per La notte dei pubblivori (Milano, Teatro Arcimboldi &#8211; Sabato 25 Ottobre), ovvero un evento che consiste nel essere sottoposti per un&#8217;intera nottata, da tarda sera fino all&#8217;alba del giorno successivo, alla visione di spot a raffica provenienti da tutto il mondo, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=312&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" style="border:2px solid black;" src="http://www.filippocorti.com/file/blog/2008/settembre/skitched-20081014-232646.png" alt="" width="402" height="411" /></p>
<p>In uno slancio di profondo odio verso me stesso ho acquistato un biglietto per<strong> La notte dei pubblivori</strong> <em>(Milano, Teatro Arcimboldi &#8211; Sabato 25 Ottobre)</em>, ovvero un evento che consiste nel essere sottoposti per un&#8217;intera nottata, da tarda sera fino all&#8217;alba del giorno successivo, alla visione di spot a raffica provenienti da tutto il mondo, senza interruzioni non pubblicitarie. I migliori spot ovviamente, sia recenti che vecchi.</p>
<p>Come ha detto il commesso da cui mi sono fatto fare il biglietto<em> &#8220;E&#8217; pazzo. E paga anche per andarci&#8221;</em>. Probabilemente è così; ma l&#8217;anno scorso ho pagato e poi non ci sono nemmeno andato, non ricordo per quale triste ragione. Quest anno, invece, sicuramente non mancherò.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippo.wordpress.com/312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippo.wordpress.com/312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippo.wordpress.com/312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippo.wordpress.com/312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippo.wordpress.com/312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippo.wordpress.com/312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippo.wordpress.com/312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippo.wordpress.com/312/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippo.wordpress.com/312/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippo.wordpress.com/312/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=312&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Le lacrime di Nietzsche</title>
		<link>http://blog.eppol.net/2008/10/11/le-lacrime-di-nietzsche/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 14:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Philapple</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Breuer]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Freud]]></category>
		<category><![CDATA[Nietzsche]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nietzsche incontra Breuer e, assieme, avviano quella che potrebbe essere considerata la prima serie di sedute di psicanalisi. Il romanzo, partendo da un presupposto falso, ovvero l&#8217;incontro fra questi due soggetti, mai avvenuto nella realtà, è in grado di far emozionare il lettore guidandolo attraverso le tematiche fondamentali dell&#8217;animo umano, che ossessionano ciascuno di noi.
Il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=308&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.filippocorti.com/file/blog/2008/settembre/9788854501638g-20081011-160855.png" alt="" width="200" height="315" /></p>
<p>Nietzsche incontra Breuer e, assieme, avviano quella che potrebbe essere considerata la prima serie di sedute di psicanalisi. Il romanzo, partendo da un presupposto falso, ovvero l&#8217;incontro fra questi due soggetti, mai avvenuto nella realtà, è in grado di far emozionare il lettore guidandolo attraverso le tematiche fondamentali dell&#8217;animo umano, che ossessionano ciascuno di noi.</p>
<p>Il tutto inizia quando una sfrontata Lou Salomè, in preda alla preoccupazione per salute del suo amico Nietzsche, è spinta a richiedere a Breuer, uno stimato medico della Vienna di fine ottocento, una cura per il filosofo. Un&#8217;azione che la vera Lou Salomè, ben poco predisposta ad ammettere i propri sbagli o provare pena per Nietzsche, non avrebbe mai fatto. Breuer decide di accettare la proposta, che si rivelerà molto difficile da mettere in atto per un semplice motivo: l&#8217;orgoglio che Nietzsche prova per sè stesso, la sua incapacità a voler ammettere esplicitamente di aver bisogno di aiuto, la sua volontà di non sottomettersi a nessun altro. Motivi per colpa dei quali, Breuer, sarà costretto a mentire e a non menzionare mai la visità della ragazza. Sarà molto difficile avvicinarsi a Nietzsche e cercare di curarlo senza che lui se ne accorga, senza che in qualche modo senta sottomessa la sua potenza.</p>
<p>Sarà proprio in questo clima che Bruer proporrà a Nietzsche, per evitare di perderlo, di fare entrambi da pazienti e da medici: Bruer curerà al filosofo le continue emicranie e i permanenti dolori fisici mentre quest ultimo cercherà di guarire i mali interiori, legati al pensiero e all&#8217;animo, che Breuer da un po&#8217; di tempo prova. Grazie a questo accordo i due si incontreranno una volta al giorno e avranno lungo tempo per discutere fra loro, lungo tempo per intraprendere, in uno stato primordiale, una prima cura di psicanalisi. Si avvierà dunque un dibattito serrato, in cui Nietzsche metterà in chiaro le sue idee e le sue posizioni irremovibili e cercherà di guarire il medico dal male attraverso la propria filosofia.</p>
<p>Ed è proprio grazie a questi continui dibattiti, a queste conversazioni, a questi interrogatori che Irivin D. Yalom riesce a catturare l&#8217;attenzione del lettore. Presentando la filosofia di Nietzsche in modo chiaro e accattivante, rendendola masticabile e comprensibile ad una prima lettura. Rendendo evidenti al lettore i sentimenti repressi del filosofo, che da troppo tempo cerca di nascondere la propria paura, tristezza o solitudine per evitare di apparire umano, troppo umano.</p>
<p>Un dibattito che non mancherà di affascinare l&#8217;ascoltatore. Un dibattito che si prolungherà per le oltre quattrocento pagine del libro ma che, nonostante questo, non apparirà mai pesante. Un dibattito grazie a cui Breuer uscirà rinnovato, finalmente curato dai propri mali e alla fine del quale Nietzsche, oramai esausto e non più in grado di tenere i suoi pensieri all&#8217;interno del suo corpo, rivelerà tutto. In un momento in cui Breuer oramai aveva perso ogni speranza e si era definitivamente rassegnato ad essere lui il paziente e Nietzsche il medico, il filosofo irromperà in un pianto e, inaspettatamente, riverserà all&#8217;esterno i pensieri e le sofferenze che lo tormentano, il disperato bisogno di un amico vero; in altre parole tutte quei sentimenti che, per via della sua filosofia, aveva tenuto nascosti anche a sè stesso.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippo.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippo.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippo.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippo.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippo.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippo.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippo.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippo.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippo.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippo.wordpress.com/308/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=308&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">macintosh</media:title>
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		<item>
		<title>Everyman. Ovvero il destino di ogni uomo</title>
		<link>http://blog.eppol.net/2008/10/02/everyman-ovvero-il-destino-di-ogni-uomo/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 14:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Philapple</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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Everyman è un libro, non molto lungo, formato più o meno da un centinaio di pagine, scritto da Philip Roth a proposito della morte. E&#8217; un libro che, in altre parole, racconta una storia che riguarda tutti noi. L&#8217;autore, per farlo, ha deciso di prendere come esempio la vita di un uomo comune. Un uomo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=304&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p><strong>Everyman</strong> è un libro, non molto lungo, formato più o meno da un centinaio di pagine, scritto da<strong> Philip Roth</strong> a proposito della <strong>morte</strong>. E&#8217; un libro che, in altre parole, racconta una storia che riguarda tutti noi. L&#8217;autore, per farlo, ha deciso di prendere come esempio la vita di un uomo comune. Un uomo felice, atletico, che ha vissuto senza problemi di salute per la maggior parte della sua esistenza. Fino a quando, improvvisamente, le sue forze hanno iniziato a diminuire, il suo corpo a presentare dei difetti e lui stesso a non sentire più tutte quelle energie che un tempo gli appartenevano.</p>
<p><strong>Everyman</strong>, insomma, racconta il nostro invecchiare, il nostro incessante decadimento fisico. Tutti noi, del resto, abbiamo un periodo della nostra esistenza in cui ci sentiamo invincibili, in cui crediamo che il momento in cui dovremo abbandonare il mondo sia molto remoto. Eppure, improvvisamente, arriva un giorno in cui il pensiero della morte, che fino a un attimo prima eravamo riusciti a soffocare in un angolo nascosto della nostra mente, si farà vivido e presente, tormentandoci continuamente. Il pensiero che i nostri giorni sono contati, il pensiero che prima o poi moriremo, il pensiero che un giorno non ci sveglieremo più e la piena consapevolezza che, questo giorno, si avvicina sempre di più ogni momento che passa. Il pensiero che <em>si nasce per vivere e invece si muore</em>.</p>
<p><strong>Philip Roth </strong>in questo suo libro è riuscito credo alla perfezione a delineare i pensieri di un uomo oramai vinto dalla vecchiaia, un uomo che da un giorno all altro potrebbe dover essere costretto a dire addio a tutto, a entrare nel nulla e, quel che è peggio, senza nemmeno rendersene conto. Un uomo che dovrà iniziare improvvisamente a lottare contro problemi coronari e malattie svariate che, fino a pochi anni prima, non avrebbe mai detto di poter avere.</p>
<p>Un uomo oramai giunto alla fine della sua esistenza e che nel corso dei suoi ultimi anni di vita diventerà sempre più consapevole di non aver molto altro tempo a disposizione. Questo per via delle persone con cui entrerà in contatto, persone un tempo giovani e spensierate come lui, persone che aveva conosciuto anni addietro e che ora troverà o nelle sue stesse condizioni o già morte. Il protagonista inizierà improvvisamente a pensare alla vita e non più a viverla, riconoscendo i propri sbagli, tentando vanamente di distrarre il pensiero della morte dedicandosi alla pittura.</p>
<p>Purtroppo, però, nonostante i suoi sforzi e la sua volontà ben presto dovrà dire addio a tutto. Dovrà dire addio a tutte le cose che un tempo per lui erano state fondamentali. Dovrà separarsi da tutti, improvvisamente, senza nessun preavviso.</p>
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		<title>Sotto controllo</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 20:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Philapple</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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Come prima giornata di scuola, hanno deciso di schedarmi. Mi hanno rifilato una stupida tessera con stampato nome e cognome e numero identificativo, oltre che un grazioso codice a barre. Ora ogni volta che entrerò nell&#8217;edificio scolastico dovrò gentilmente mostrarla a un alto aggeggio grigio, dallo sguardo cattivo, che emette inquietanti raggi rossi, al fine [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=296&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Big Brother" src="http://www.filippocorti.com/file/blog/2008/luglio/skitched-20080910-221905.png" alt="" width="441" height="353" /></p>
<p>Come prima giornata di scuola, hanno deciso di schedarmi. Mi hanno rifilato una stupida tessera con stampato nome e cognome e numero identificativo, oltre che un grazioso codice a barre. Ora ogni volta che entrerò nell&#8217;edificio scolastico dovrò gentilmente mostrarla a un alto aggeggio grigio, dallo sguardo cattivo, che emette inquietanti raggi rossi, al fine di scannerizzare il codice.</p>
<p>Lo chiamano Totem. Registra le presenze. Se non gli dai la tessera, ti segna su Internet come assente, se gliela fornisci in ritardo rispetto all&#8217;orario dell&#8217;inizio delle lezioni molto gentilmente ti rifila uno scontrino con esplicitato di quanto sei in ritardo. Ricorda un po&#8217; il teleschermo di 1984 di Orwell, solo che per ora sul suo schermo touch ha deciso di non mostrare nessun Grande Fratello, ma solamente l&#8217;orario attuale e una spiazzante schermata bianca.</p>
<p>Il prossimo passo sarà scannerizzarmi l&#8217;iride, prenermi l&#8217;impronta digitale e piazzare CCTV in ogni angolo del corridorio, in modo da conoscere quante fotocopie di appunti presi da compagni più diligenti fa Filippo al giorno, o il numero elevato di caffè che consuma alla macchinetta.</p>
<p>Nel frattempo, mentre attendo questi ultimi progressi, ho un nuovo nome. Ed è <strong>30462</strong>. E&#8217; il mio numero identificato. Sospetto che fra meno di un anno i professori inizieranno a chiamarci tutti così.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/filippo.wordpress.com/296/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/filippo.wordpress.com/296/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filippo.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filippo.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filippo.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filippo.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filippo.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filippo.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filippo.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filippo.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filippo.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filippo.wordpress.com/296/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=blog.eppol.net&blog=4830&post=296&subd=filippo&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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